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Farasis convalida un nuovo sistema per il riciclo delle batterie

Farasis ha annunciato la convalida di un nuovo sistema di riciclo per le celle agli ioni di litio più economico ed ecologico.

Farasis introduce un nuovo metodo di riciclo delle batterie per le celle agli ioni di litio che consente il recupero diretto del materiale catodico. Seppur meno flessibile, la soluzione di Farasis consente un risparmio sotto tutti i punti di vista oltre che maggiore riguardo nei confronti dell'ambiente.

La società rappresenta uno dei maggiori produttori cinesi di batterie, già partner di Daimler. Tuttavia, uno dei settori principali in cui è impegnata è proprio nel riciclo e riutilizzo delle batterie esauste, che consente di ottimizzare l'impatto ecologico e ridurre i costi per le celle. Per comprendere meglio i vantaggi che il sistema di Faransis dovrebbe offrire, bisogna analizzare prima l'attuale sistema di riciclo.

Al momento, infatti, le batterie affrontano innanzitutto il "trituraggio", ovvero vengono "macinate" per restituire quella che viene definita "massa nera", una polvere che contiene i materiali preziosi interni della batteria. Attraverso un processo idrometallurgico, questi vengono separati e isolati, per poi essere raccolti ed utilizzati nella realizzazione di nuovi catodi. Un processo piuttosto lungo che si sviluppa in diverse fasi, di conseguenza risulta anche piuttosto costoso.

Quello che si propone di fare Farasis, invece, è "recuperare direttamente e completamente il materiale catodico nella sua composizione chimica e fisica originaria, preservando la struttura cristallina". Così facendo può essere riutilizzato in maniera diretta per la costruzione di nuove celle, evitando tutte le fasi intermedie elencate sopra.

Pacco batteria Farasis per Daimler
Pacco batteria Farasis per Daimler

È evidente, quindi, che in termini di costi si riduce notevolmente la spesa necessaria per i processi di recupero, oltre che quella per la realizzazione di nuovi catodi. In sostanza, una nuova cella basata sui materiali di quella riciclata costerà nettamente meno di una completamente nuova. Inoltre, si riduce drasticamente l'impatto ambientale grazie al contenimento dell'energia, in questo caso risparmiata, per quei processi. Keith Kepler, CTO e co-fondatore di Farasis, afferma:

Il nostro obiettivo è sviluppare una catena del valore senza sprechi che tenga conto dell'intero ciclo di vita della batteria, dalla progettazione alla gestione del fine vita.

Naturalmente per far sì che un tale prodotto abbia successo sul mercato è indispensabile che le prestazioni siano paragonabili a quelle di batterie realizzate con materiali nuovi. A tal proposito, Farasis ha naturalmente testato le celle internamente dichiarando che prestazioni e caratteristiche di quelle riciclate soddisfano tale richiesta. Inoltre, una cella da 2 Ah è stata testata in laboratorio direttamente dal Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti che ha confermato le dichiarazioni dell'azienda, sostenendo di aver sottoposto la batteria a 600 cicli di carica e scarica.

Non rimane, quindi, che attendere l'industrializzazione del sistema il quale risulta però meno flessibile. In questo caso, infatti, il catodo viene riutilizzato nella sua forma originaria impedendo eventuali modifiche che potrebbero ridurre, ad esempio, la presenza di cobalto. Tuttavia, sul fronte della convenienza e dell'ecologia i risultati sembrano essere fuori discussione. Si tratta di un passo molto importante nel settore della mobilità elettrica che grazie ad una riduzione dei costi e una semplificazione per il reperimento delle materie prime potrebbe agevolare la transizione.

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