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Prima turbina installata nel parco eolico offshore più grande al mondo

Equinor ha installato la prima turbina a largo delle coste Norvegesi che contribuirà a realizzare il più grande parco eolico "galleggiante" al mondo.

In Norvegia, Equinor ha installato la prima di undici turbine che allestiranno il più grande parco eolico offshore del mondo, Hywind Tampen. Si tratta di una soluzione in grado di sviluppare 8,6 megawatt, installato a 140 km a largo della costa che insieme alle altre dovrebbe fornire 94,6 megawatt. Proprio recentemente avevamo scritto anche del parco fotovoltaico galleggiante più grande e dei lavori che sono iniziati per costruire un enorme parco eolico che, secondo le previsioni, vedrà la sua completezza nel 2026.

Le turbine verranno installate tra i 260 ed i 300 metri di profondità, con una base in calcestruzzo alta 107,5 metri. Equinor riporta anche alcuni dati interessanti, ovvero che con la turbina installata in cima, 90 metri della sua struttura saranno immersi. Inoltre, il rotore ha un diametro di ben 167 metri ed ogni pala è lunga circa 81,5 metri.

Il parco, dal costo di ben 488 milioni di euro, ridurrà sensibilmente le emissioni di CO2 in linea con il piano europeo per la transizione verso le fonti rinnovabili. Tuttavia, si tratta di emissioni dovute all’estrazione di gas e petrolio sul territorio norvegese, che verrebbe ridotta in favore di quella offshore.

La cartina di Equinor
La cartina di Equinor

Il parco, infatti, andrà ad alimentare piattaforme petrolifere e di gas per i giacimenti di Snorre e Gullfaks nel Mare del Nord, andando a coprire il 35% del fabbisogno energetico annuo delle suddette piattaforme. Secondo Equinor, questo ridurrà le emissioni di CO2 di 200.000 tonnellate l’anno, che in proporzione rappresentano quelle prodotte da circa 100.000 veicoli.

Nonostante gli obiettivi siano perfettamente in linea con il piano europeo, quindi, può sembrare piuttosto curioso il metodo con cui la Norvegia intende effettuare il passaggio alle energie rinnovabili. Premesso che il governo aveva già annunciato un passaggio graduale, nella sostanza il nuovo parco energetico rinnovabile sarà utilizzato per l’estrazione di fonti fossili.

Va sottolineato, però, che la nazione rappresenta il maggiore fornitore europeo di gas e petrolio e solo quest’ultimo settore rappresenta il 14% del prodotto interno lordo. Questo rende indiscutibilmente difficile per il paese rinunciare ad una delle principali fonti di reddito, considerando che il 40% delle sue esportazioni sono rappresentate proprio dai combustibili fossili.

In conclusione, seppur a primo impatto può sembrare quasi un ossimoro utilizzare le fonti rinnovabili per alimentare l’estrazione di quelle fossili, in realtà per la Norvegia rappresenta un passo in avanti fondamentale. Il paese, infatti, prevede di realizzare parchi eolici offshore capaci di fornire 30 gigawatt di potenza entro il 2040.

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