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GBA, Tesla e Audi mostrano il Battery Passport

Il gruppo ha condiviso tre "pilot" esemplificativi di quello che sarà il nuovo database per tracciare tutti i materiali che compongono le batterie EV.

Global Battery Alliance (GBA) ha mostrato il proof-of-concept del Battery Passport attraverso la partecipazione di Audie Tesla. L'obiettivo dell'iniziativa è rendere i materiali che costituiscono le batterie completamente tracciabili così da verificarne la sostenibilità lungo l'intera catena del valore.

In sostanza, l'obiettivo di GBA è quello di poter verificare tutti il processo che riguarda la batteria di un EV, dall'estrazione dei materiali fino alla realizzazione del pacco finito. In questo modo, si punta a rendere completamente sostenibile la produzione dei moduli in modo da ridurre effettivamente a zero il loro impatto ambientale.

Per poter raggiungere il traguardo, è necessario che il 100% dei materiali che compongono una batteria sia completamente tracciato e tale tracciatura facilmente accessibile. Il Battery Passport, infatti, è sostanzialmente un database che raccoglie tutte le informazioni dall'origine dei materiali al confezionamento.

La Global Battery Alliance (GBA), la più grande organizzazione multi-stakeholder al mondo per stabilire una catena del valore delle batterie entro il 2030, ha lanciato oggi il proof-of-concept del suo Battery Passport in occasione dell'incontro annuale del World Economic Forum di Davos.

La GBA raccoglie oltre 100 aziende coinvolte nel settore automobilistico, da quelle minerarie ai produttori di EV. Sono state proprio due appartenenti a quest'ultima categoria le prime a partecipare al progetto, Tesla e Audi.

Battery Passport di una delle batterie Audi
Battery Passport di una delle batterie Audi

La prima, tuttavia, ha pubblicato esclusivamente i dati relativi al cobalto utilizzato per la batteria dell'allestimento Long Range di uno dei suoi modelli. Si tratta solo dell'1% di tutti i materiali che compongono la batteria in questione.

Per quanto riguarda Audi, invece, la tracciabilità ha coperto anche il litio raggiungendo fino al 13,6% dei materiali per una delle due batterie prese in esame. Va comunque sottolineato che si tratta ancora di una fase preliminare, la quale offre un primo sguardo su un progetto decisamente interessante.

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