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Bosch si allea con Maximator Hydrogen per ampliare l'adozione dell'idrogeno

Bosch ha avviato un nuovo progetto con Maximator Hydrogen che punta a rendere più economico l'idrogeno su tutta la catena, dall'estrazione al rifornimento.

Bosch Rexroth e Maximator Hydrogen hanno sviluppato un nuovo sistema per la compressione dell'idrogeno rivolto agli operatori del settore che dovrebbe abbattere i costi per le stazioni di rifornimento. L'obiettivo è spingere sull'utilizzo dell'idrogeno verde nei settori industriali per i quali l'abbandono dei combustibili fossili è notevolmente più complesso.

Come fa notare la stessa Bosch nel suo comunicato stampa, il 90% del suo consumo energetico globale viene impiegato per la produzione. Questo ha spinto l'azienda a migliorare costantemente la sua impronta di carbonio, sfruttando l'esperienza ed il know-how nel settore energetico alla ricerca di metodi ecosostenibili per la produzione di energia. Da qui nasce l'interesse nel settore dell'idrogeno coadiuvato dall'esperienza, appunto, maturata nella produzione di celle a combustibile.

I nuovi sistemi di compressione dell'idrogeno dovrebbero fornire una riduzione del costo per le stazioni di servizio di circa la metà, garantendo un accesso a quella che Bosch definisce "economia dell'idrogeno" molto più semplice. Secondo l'azienda, infatti, questo tipo di combustibile avrà un ruolo chiave nell'alimentazione dei futuri mezzi di trasporto pesanti o a lungo raggio.

Compressore per idrogeno di Maximator Hydrogen dotato di tecnologia Bosch
Compressore per idrogeno di Maximator Hydrogen dotato di tecnologia Bosch

In effetti, la maggiore densità energetica delle celle a combustibile consente a veicoli come pullman, camion, tram ed altri mezzi di grandi dimensioni di raggiungere autonomie più elevate, seppur con un'efficienza inferiore rispetto alle batterie. Questo genera l'inevitabile necessità di avere un'infrastruttura di supporto che possa agevolare il rifornimento per questo tipo di veicoli mantenendo però un costo accessibile. A tal proposito Bosch ha già elaborato sistemi di stoccaggio scalabili e a bassa manutenzione così da favorire l'adozione dell'idrogeno presso le stazioni di rifornimento, con strumenti in grado di adattarsi alle singole esigenze.

In particolare, il nuovo sistema, che stando al comunicato sarebbe già in funzione presso oltre 120 stabilimenti di Bosch, garantirebbe capacità di stoccaggio migliorate a fronte di costi di gestione nettamente più bassi rispetto alle altre soluzioni del mercato. La collaborazione con Maximator Hydrogen nasce proprio per dotare oltre 4000 stazioni di servizio nel mondo con il nuovo sistema di stoccaggio e distribuzione del combustibile. Entro il 2030, quindi, una stazione su tre sarebbe dotata del nuovo sistema di compressione a livello globale.

Oltre all'immagazzinamento, poi, Bosch ha deciso anche di inserirsi nel campo dell'elettrolisi per l'estrazione dell'idrogeno. L'azienda conta di riuscire a realizzare componenti chiave per gli elettrolizzatori che consentano di rendere l'estrazione dell'idrogeno più semplice ed economicamente conveniente. Entro il 2030, infatti, Bosch investirà circa 500 milioni di euro per lo sviluppo e la realizzazione di tali componenti, partendo dalle conoscenze acquisite nello sviluppo delle celle a combustibile.

In conclusione, quello di Bosch, non è un progetto che punta a proporre un rimpiazzo delle attuali soluzioni ad alimentazione elettrica, quanto una valida alternativa per il settore industriale. Le celle a combustibile basate sull'idrogeno rappresentano, secondo la società, uno snodo fondamentale per aerei, treni, camion e tutti quei mezzi di trasporto le cui esigenze energetiche sono estremamente elevate e difficilmente coniugabili con le batterie, che rimarrebbero invece rivolte ai piccoli veicoli come auto e moto.

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