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European Green Deal: il patto per un’Europa a impatto climatico 0

Dalia Mari, Digital communication specialist
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Cos’è

Il Green Deal Europeo è stato proposto recentemente dalla nuova presidente tedesca della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. Il patto ha il fine di rendere l’Europa il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050, e tocca numerosi aspetti dall’aria che respiriamo a come viene coltivato il cibo, da come viaggiamo agli edifici in cui abitiamo. Dal sito della Commissione Europea si legge che “gli europei vogliono un’azione concreta in materia di cambiamenti climatici e vogliono che sia l’Europa a indicare il cammino da seguire. Diventare il primo continente a impatto climatico zero costituisce contemporaneamente una delle sfide e una delle opportunità più grandi del nostro tempo. La normativa europea sul clima sancirà per la prima volta nella legge l’obiettivo della neutralità climatica dell’UE entro il 2050. Ciò significa emettere meno biossido di carbonio ed eliminare dall’atmosfera quello emesso. Per farlo è necessario estendere ad altri settori il sistema di scambio di quote di emissione che già aiuta l’UE a ridurre le emissioni dei settori energetico e industriale. Lo sviluppo di fonti di energia più pulite e di tecnologie verdi ci consentirebbe di produrre, viaggiare, consumare e vivere rispettando di più l’ambiente. Occorre sviluppare un’economia realmente circolare e proteggere la biodiversità. In particolare, il Green Deal europeo prevede un percorso per una transizione giusta e socialmente equa. È concepito in modo da non lasciare indietro nessun individuo e nessuna regione in questa grande trasformazione.” (Fonte: Commissione Europea)

Come funzionerà

Per raggiungere l’ambizioso obiettivo verrà istituito un fondo, la cui distribuzione del denaro tra i paesi dell’Unione Europea avverrà tenendo conto dell’intensità dei problemi ambientali e conseguentemente di alcuni criteri, tra cui la presenza di emissioni nocive, l’occupazione nei settori con impatto ambientale elevato (carbone, lignite, ecc.). Tale decisione è mossa dal fatto che i paesi più inquinanti, come quelli dell’Est Europa, avranno bisogno di maggiore denaro per raggiungere la transizione. Per raggiungerla gli altri elementi su cui l’European Green Deal vuole andare a colpire sono la diversificazione dell’attività economica, la strutturazione di nuove occupazioni lavorativi nonché il recupero di località inquinate e la formazione professionale. Altri propositi fondamentali che si pone il piano sono relativi alla decarbonizzazione del settore energetico, alla sostenibilità dei mezzi di spostamento e all’attenzione verso il risparmio energetico nel mondo edile sia nella costruzione che nel mantenimento degli edifici.

Sebbene ci siano ancora alcune aree grigie rispetto alla fattibilità e concretezza del piano, soprattutto per quanto riguarda la parte di investimenti, “ciò che appare davvero innovativo è non tanto la lodevole iniziativa per l’ambiente, ma la scelta della nuova Commissione di affrontare dei temi di grande complessità attraverso il prisma della tutela ambientale, rendendoli così più accessibili a tutti. (Fonte: Il Sole 24Ore)

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