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Covid-19 e cambiamento climatico: quale relazione?

Dalia Mari, Digital communication specialist
Lettura: 3 minuti

Come ormai è noto, il virus Covid-19 ha costretto a ridurre le attività e gli spostamenti di milioni di persone in tutto il mondo e ha portato a restrizioni imposte e volontarie senza precedenti sui viaggi e sul lavoro. Viene quindi spontaneo chiedersi che impatto ha avuto (se lo ha avuto) la pandemia sulle riduzioni delle emissioni di CO2 e soprattutto sul cambiamento climatico?

Poco o niente. Ecco perché

Tale tesi è sostenuta e approfondita dal primo studio dedicato agli effetti del Covid-19 sulle emissioni di CO2, pubblicato a maggio sulla rivista scientifica Nature Climate Change. Dall’analisi degli scienziati si evince che l'effetto complessivo della pandemia sul cambiamento climatico potrebbe ammontare a una riduzione di appena 0,01 gradi Celsius dell’aumento della temperatura globale entro il 2030. Inoltre dallo studio emerge che nel 2020 la previsione delle emissioni totali globali saranno minori del 4/7% rispetto a quelle prodotte nell’anno precedente. Il dato però non è rassicurante in quanto negli scorsi anni l’emissione globale di anidride carbonica è quasi sempre aumentata, perciò non è certo che la percentuale di quest’anno (per altro ancora ipotetica) scaturisca effetti considerevoli nel lungo termine per contrastare il cambiamento climatico. Addirittura “secondo un rapporto delle Nazioni Unite pubblicato a novembre, per scongiurare i peggiori effetti del cambiamento climatico le emissioni di anidride carbonica dovrebbero diminuire di almeno il 7,6 per cento ogni anno per decenni. Quindi le emissioni “mancanti” di quest’anno non avranno alcun effetto a lungo termine se nei prossimi anni non ci saranno cali simili.” (Fonte: Il Post)

Brevemente quindi si sono ridotte le emissioni di gas serra ma, a differenza di quanto si potrebbe pensare, la concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera, parametro principale da considerare per il cambiamento climatico, non è cambiata. Questo perché per diminuire davvero tale concentrazione servono azioni ben più profonde di quelle attuali e anche perché l’azione individuale dell’uomo, per quanto utile e importante, ha poco impatto sull’atmosfera. (Fonte: Il Post)

L’azione individuale non basta. Ecco cosa può fare davvero la differenza

Amaramente possiamo affermare che la diminuzione delle emissioni durante la pandemia di COVID-19 è temporanea e non contribuirà davvero a rallentare il cambiamento climatico. È piuttosto improbabile infatti che i successi a breve termine ottenuti abbiano un impatto considerevole sul riscaldamento globale futuro se il mondo tornerà allo stato normale delle cose. Inoltre sembra che le iniziative future dei governi per rilanciare le economie portino a una crescita forte e immediata nella produzione di emissioni, andando a vanificare quel poco fatto in questi mesi di pandemia.

Ciò che farà la differenza, ancora una volta, saranno invece cambiamenti strutturali e politiche che abbraccino e si concentrino su una ripresa verde e sostenibile, attraverso la costruzione di infrastrutture che mirino all’energia pulita.

Fonti di riferimento

Lower emissions during lockdown will have ‘no effect’ on climate change
Notable declines in greenhouse gas emissions during coronavirus lockdown will have a minimal impact on climate change, study finds.
La pandemia ci ha mostrato una cosa spiacevole sul cambiamento climatico - Il Post
Cioè che la concentrazione di anidride carbonica nell’aria non è cambiata, nonostante le restrizioni, e c’è un motivo
Carbon dioxide levels over Australia rose even after COVID-19 forced global emissions down. Here’s why
Despite this year’s coronavirus lockdowns, more CO2 has accumulated in the atmosphere than during the same period in 2017 or 2018.
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